Jay's Anatomy

vivisezioni dell'essere
lunedì, 31 agosto 2009

Sui giovani d'oggi ci scatarro su

Perché ogni tanto, nel loro piccolo, mi fanno girare veramente i maroni, quando l'ignoranza è cosi tanta che: "Via col vento è una stronzata pazzesca!" e quando un video come questo viene liquidato con un "Ma che cagata!", stupida di una studentella del Dams dei miei stivali, ma da chi vai a lezione, da Topo Gigio?
Ti ci vorrei vedere te a impazzire di stop-motion!

Dove hanno sbagliato i vostri genitori de "La fantasia al potere" per produrre quelli che "Le veline al potere"?!?
postato da JayDB alle ore 16:37 | link | commenti (2)
categorie: i cant stand, invettive motivate
domenica, 07 giugno 2009

Siamo nati per soffrire...

Siamo nati per soffrire... ce lo raccontano dall'alba dei tempi.
Ma il passeggero Trenitalia è nato per soffrire di più. E io, senza patente e utente da una vita dei mezzi pubblici con spiccata predilezione per la strada ferrata, ne ho l'ennesima conferma oggi.
Il treno è il solito scassone regionale che collega la cittadina toscana in cui Orlando ha scelto di vivere e lavorare al capoluogo. Tra poco mi aspetta l'Eurostar per vivere nuove esperienze e nuove avventure. Nel frattempo, il regionale mi delizia con un vagone sigillato dai finestrini non apribili per via dell'aria condizionata. Peccato sia spenta.
Reggo trenta secondi in questo box-sauna poi decido di provare a cambiare vagone, si sa mai che... L'impresa non è semplicissima: mi trascino dietro trolley, borsetta (che 'etta' per me non è mai; contiene fissa quei "tre chili di roba senza i quali non potrei vivere") e borsa del portatile. E i passaggi di 'intercomunicazione' tra vagone e vagone, quegli antri neri che da più di 15 anni sarebbero attrezzati dalle porte ad apertura idraulica, sono in realtà collegati da micidiali tagliole che, una volta faticosamente aperte grazie a spinte distruggi-schiena, ricadono su spalle, braccia, trolley e tutto ciò che ha avuto l'ardire di provare a varcarne la soglia. Trovo un vagone in cui un passeggero fortunato (mio eroe del giorno) è riuscito ad abbassare uno dei finestrini e, incoraggiata dalla velocità di crociera del potente mezzo, un po' d'aria riesce ad entrare. Spero solo che di qui a poco non salga qualcuno di quelle splendide che, in queste situazioni, si piazzano nell'ultimo posto finestrino (quello esposto a tutte le correnti) e poi "Può chiudere il finestrino per favore che mi arriva l'aria?!".
La piana dell'Arno scorre assieme agli alberi, fuori dal finestrino, e la velocità di crociera aumenta. Le vibrazioni del treno di conseguenza, tanto che sbaglio a digitare una parola su due perché le mie dita non fanno in tempo a individuare un tasto che questo si sposta, facendomi digitare su quello a fianco.
Viaggio con un filino d'angoscia. Ho ampi tempi di coincidenza, ma per la legge di Murphy, e ancor più per quella di Trenitalia, non bastano mai. Se tutto andrà bene arriverò a casa alle 21.30, in tempo per fare "il mio dovere" come dicevano i nonni una volta (come passano i tempi) e incredibilmente ci tengo a farlo. Servirà a qualcosa? No.
postato da JayDB alle ore 23:01 | link | commenti (2)
categorie: i cant stand, pendolarismi
giovedì, 04 giugno 2009

Scopri le differenze

Dejeuner_bln


Con tante grazie per tutto quello che stanno facendo a: http://ilcorpodelledonne.blogspot.com/
postato da JayDB alle ore 13:06 | link | commenti (4)
categorie: in giro per il web, i cant stand
mercoledì, 18 marzo 2009

Ed è tutto intorno a lui

Indovina indovinello:
secondo voi, da quando abbiamo traslocato -ovvero: ormai un mese fa'- quante cose ha sistemato/riordinato/spacchettato l'Insopportabile di ciò che non concernesse strettamente la sua scrivania?
Più o meno di un foglio A4?! Di una matita? Di una puntina?!?!?
Io ho passato metà della prima settimana a svuotare scatole e ri-riempire le librerie. Poi, almeno per principio, ho lasciato una scatola aperta, a metà svuotamento, a 10 cm dallo scaffale su cui deve essere riversato il suo contenuto. Ora la fisso con insistenza nella speranza che, per telecinesi, un paio di pacchetti software trasmigrino da soli nel loro alloggio.
postato da JayDB alle ore 15:50 | link | commenti
categorie: microservi, i cant stand
mercoledì, 21 gennaio 2009

Lo stato dell'arte

Dell'incomunicabilità fra Jay e il suo commerciale di riferimento (anche detta Principessa della Mattonella).

Jay: "Mr. T poi l'hai poi sentito venerdì scorso o è il prossimo venerdì che lo devi incontrare?!"
PdM: "Lo scorso".
Jay: "Quindi?"

Jay: "Che t'ha detto? Come va il lavoro, che ne pensano?"
PdM: "Non ho avuto news".
Jay: "Ah".

C'è qualcosa che non capisco o sbaglio io, oppure questa donna si esprime in modo quantomeno bizzarro? Era giusto per sapere per cosa avevo lavorato durante le vacanze natalizie...
postato da JayDB alle ore 13:30 | link | commenti (3)
categorie: microservi, i cant stand
domenica, 18 gennaio 2009

Il trauma. Lo scempio.

Subito grave trauma tricologico, stop.
Umore alterno fra incazzatura feroce e disperazione, stop.
Medito parrucchiericidio.
postato da JayDB alle ore 13:30 | link | commenti (4)
categorie: i cant stand, inutili fatti miei
martedì, 13 gennaio 2009

Tu chiamala, se vuoi, vendetta

Oh tu, piccola arrampicatrice sociale.
Tu che i fidanzati degli ultimi dieci anni sono stati un'escalation di portafoglio con grado di beltà inversamente proporzionale al gruzzolo (che non si può avere tutto dalla vita).
Tu che ora c'hai quello con la fabbrichétta (e neanche tanto 'etta', abbastanza 'ona'), quello che sembra un cinghialotto ma è il principe ereditario della azienda di maman, vuoi mettere.
Tu che frequenti il bel mondo, ma il 25 dicembre lo passi in ufficio da lui a fare ordine, che è l'unico giorno che non c'è nessuno in giro e c'è tranquillità, così ti porti a casa tutti i gadget strafighi che clienti e fornitori gli mandano per Natale per arrufianarselo, e sai la soddisfazione di cotanta raccolta.

Tu, che ti sei tenuta tutti e quattro i tubetti di Crystal Ball che Tizio Caio ha mandato in agenzia da noi, come il bambino dei ricordi d'infanzia coi due palloni che se li portava a casa entrambi quando doveva tornare a casa per cena (anche se gli altri rimanevano ancora a giocare), o il ricco bimbo Gigi dello schetch di Aldi Giovanni e Giacomo, quello che non può dare una brioches al bimbo povero Aldo perché gli son rimaste "solo le ultime otto".

Beh, hai presente l'agendina formato moleskine che ci manda tutti gli anni il fornitore Sempronio, quella di solito tieni tu, che quest'anno è di una bella pelle grezza scamosciata color cuoio?
Sta nella mia tracolla, già personalizzata col mio nome.
L'ho presa mentre eri ancora in vacanza, che anche quest'anno lui t'ha regalato la crociera. Per la terza (di seno) che invece volevi, forse devi provare a scrivere una letterina migliore a Babbo Natale. O essere più buona.
postato da JayDB alle ore 20:10 | link | commenti (8)
categorie: i cant stand
sabato, 20 dicembre 2008

Dichiarazione di guerra, lì lì sotto Natale

Ah, per la cronaca io vi odio,
o voi che anche quest'anno, anzi, soprattutto quest'anno, vi siete ridotti all'ultimo per fare i regali di Natale, e vi spostate tutti in auto, ovviamente, e intasate strade di questa città già problematica, che diventano percorribili solo a passo di lumaca. Perché un venerdì sera prenatalizio un onesto lavoratore (o inutilmente onesta, sottopagata e truffata lavoratrice), pure mezz-ecologista, perché che utilizza solo i mezzi pubblici per recarsi al lavoro, si ritrova col bus bloccato nel traffico e l'autista più interessato a ciarlare al cellulare che a provar di recuperare il mostruoso ritardo di 15 minuti, fino ad ammirare sconsolato(/a) le luci dell'ultimo vagone che si allonyanano sul binario, che il prossimo c'è solo tra un'ora e mezza (perché in Italia adesso 'ci abbiamo' l'alta velocità, ma i pendolari: che si fottano!). E voi state tutti lì, nelle vostre scatolette di latta, in fila a smadonnare che non si trova uno straccio di parcheggio e a consumare litri e litri di carburante standovene in coda o girando per ore attorno a un centro inavvicinabile (magari se parcheggiate a casa e poi prendete il bus ce la fate, anzi no, perché avete avuto l'idea tutti nello stesso momento e adesso siete incastrati come un puzzle della Ravensburger di quelli che li puoi anche tirar sù con due dita e non si disfano). E magari se non vi riducevate tutti all'ultimo, forse potevate trovare regali più belli, meglio pensati e non fatti con l'angoscia del last minut, se proprio ci tenete.
Ora, io non vi auguro proprio le peggio cose, dato che siamo sotto Natale e che il nervoso mi è un po' passato, anche se alla fine della solita settimana delirante sono rientrata a casa dopo 13 ore che l'avevo lasciata. Non vi auguro immani tragedie, non lo farei mai. Ma strozzarvi almeno un po' col panettone, la sera del cenone della vigilia, quello sì.
postato da JayDB alle ore 01:38 | link | commenti
categorie: i cant stand, pendolarismi
mercoledì, 12 novembre 2008

Wraaaaaam!

L’Insopportabile: Cos’era questo rumore?!?!?
Jay: I neon della libreria. Quando si accendono fanno SEMPRE questo rumore.

L’Uomo che cadde dal pero colpisce ancora.
Dopo DUE ANNI in agenzia ha anche scoperto che rumore fa l'illuminazione della libreria!
Beh, dai... a un anno dal "Come si accende la stampante in bianco/nero" sono netti progressi.
La stampante abbiamo fatto prima a cederla alla segretaria che lui imparare ad accenderla. Son cose.
postato da JayDB alle ore 14:48 | link | commenti (2)
categorie: microservi, i cant stand
mercoledì, 09 luglio 2008

Blow-jobber

"Il paragone tra Lewinski e Carfagna è un paragone del cazzo!"
Sabina Guzzanti


L’Italia è proprio un “bel paeseâ€, ed evidentemente si merita il Presidente del Consiglio che si ritrova.
“Ce lo meritiamo Berlusconi!†Così come ci meritavamo Alberto Sordi...

Se si protesta per impedire una legge che imbavaglia la stampa in modo così grave che molti non l’hanno capito (e ne va decisamente della nostra De-mo-cra-zia), quasi tutti i giornalisti, di destra e sinistra che siano, stipendiati dallo stesso Presidente del Consiglio o nemici dichiarati da sempre, finiscono col disquisire e protestare più sui MODI della protesta che sull'OGGETTO di tale sollevazione popolare. Si tirano le braghe in aria per una o due parole di troppo detta da gente che non ne può davvero più di Stato, Costituzione, Economia e Diritti fatti a pezzi giorno dopo giorno, ma, di fronte allo spettacolo di Stato, Costituzione, Economia e Diritti fatti a pezzi giorno dopo giorno (ripetizione voluta)... si mantengono “toni bassiâ€, si parla di “non interrompere il dialogoâ€.
Ma che cos’ha questo paese che non va?
Come ci siamo finiti in questa specie di rincoglionimento totale e globale?

Intanto la stampa di mezzo mondo ci sfancula allegramente. E giustamente.
(provate a leggere l’articolo linkato, anche se non sapete lo spagnolo, e vedete che effetto fanno certe parole, nel contesto, che non sono state virgolettate).

E della bella Mara, che dire... penso che abbia già detto tutto Giulia, diversi giorni fa.
postato da JayDB alle ore 14:26 | link | commenti (2)
categorie: belpaese, i cant stand

Lei non sa chi sono io

Utente: JayDB

JayDB: blogger per contagio,
un impiego nel magico mondo
della comunicazione.

Su: jaysanatomy.splinder.com
deliri da ufficio,
disgrazie da pendolari,
passatempi per pollastrelle,
visioni di telefilm,
sterili polemiche,
varie, eventuali.

Su: magicomondocomunicazione
il meglio del peggio
dalle pagine patinate


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